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Il comune di Fontaneto d'Agogna appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Territorio

Il Comune di Fontaneto d'Agogna è percorso dai torrenti Agogna e Sizzone. Il territorio è prettamente pianeggiante, con zone collinari al confine con Romagnano Sesia. Peculiarità comunale è la presenza di fonti sorgive che in più punti danno vita a fontanili (da cui deriva tra l'altro il nome Fontaneto).
Tra le zone sorgive più rinomate ci sono quelle site in località San Martino, stillanti acqua alimentata da falde acquifere poco profonde.

La cittadinanza fontanetese è sempre vissuta di agricoltura e allevamento. Al settore primario, negli anni settanta, con il sorgere delle prime realtà industriali, si è poi lentamente affiancato quello secondario. Oggi il territorio fontanetese annovera numerose piccole e medie imprese, con alcuni realtà di portata nazionale e internazionale nel settore alimentare e idrotermosanitario.

Altra caratteristica del territorio fontanetese è l'estensione lungo tutte e quattro le direttrici cardinali, particolarità che spiega l'alto numero di cascinali e località, tra cui si annoverano Sant'Antonio, Camuccioni, Sant'Ambrogio, Cascina Pollini, Cacciana, Molino Marco, Baraggia, Balchi, Gerbidi, Buraiga, Vella, Ciavone, San Martino, Croce, Cascinetto, Tuvina, Tapulino, Casa Storni.
Il territorio del comune di Fontaneto d'Agogna si estende per 21 km², confinando con i comuni di Borgomanero, Cavaglietto, Cavaglio d'Agogna, Cavallirio, Cressa, Cureggio, Ghemme, Romagnano Sesia e Suno.

Il valore naturalistico del nostro territorio - Flora e Fauna

Il valore naturalistico del territorio fontanetese è ben rappresentato da alcuni immagini del passato un tempo consuete entro i confini comunali: filari di gelsi ai bordi delle strade, variopinte distese di frumento, papaveri e fiordalisi, serate illuminate da sciami di lucciole, incontri inaspettati con un cervo volante, tappeti di roseo brugo presenti nella zona collinare.
Queste immagini, ormai lontane sono in grado di rendere a pieno la complessità del nostro territorio e dell'attuale patrimonio naturalistico, prodotto di continue modifiche apportate dall'uomo nei confronti dell'ambiente circostante nel corso dei secoli. La complessità scaturisce dalla particolare posizione geografica:
il territorio comunale di Fontaneto comprende sia la zona collinare caratterizzata dal biotopo della brughiera, sia la zona pianeggiante caratterizzata da colture tipiche della pianura padana e dalla presenza di alcuni fontanili, legati alla cosiddetta fascia delle risorgive che si estende a ridosso dei rilievi collinari prealpini.
La zona collinare è caratterizzata da terreni argillosi, fini, con pessimo drenaggio e per nulla fertili; la vegetazione è acidofila: nello strato predominante di brugo e di molinia si interpone qualche distorta betulla che dona alla baraggia un aspetto di insolita "savana" piemontese.

Di notevole interesse naturalistico è la presenza di una farfalla (Coenonympha oedippus) a rischio d'estinzione, tutelata a livello europeo e in ambito locale.
Questa ed altre rarità vegetali ed animali hanno portato all'istituzione nel 1992 della Riserva Naturale Orientata delle Baragge con il fine di tutelare un ambiente così unico e di difficile mantenimento.
La parte prettamente pianeggiante invece è caratterizzata dalla presenza di coltivazioni, agglomerati urbani e diverse tipologie di corsi d'acqua. Il Sizzone e l'Agogna segnano morfologicamente ed emotivamente il nostro territorio e racchiudono in se specie animali e vegetali di particolare pregio, basti ricordare la presenza fino a pochi anni fa nelle acque del Sizzone del gambero di fiume.

Altri corsi d'acqua di particolare pregio sono i fontanili che attualmente rappresentano solo un vago ricordo di quella che doveva essere la biodiversità della Pianura Padana, ma racchiudono in sé oltre al valore naturalistico quello culturale, in quanto testimonianza del lavoro di persone che nel passato hanno reso abitabile l'area dove oggi viviamo.

Caratteristiche morfologiche e geopedologiche della Baraggia - Geologia
Con il termine baraggia si indica in linea generale l'area pedemontana che dalle Prealpi, site sotto il massiccio del Monte Rosa, si sviluppa verso il piano a terrazzi o in lieve graduale declivio, da nord - ovest a sud est. Queste zone sono caratterizzate da suolo e sottosuolo generalmente compatti, asfittici, deficienti di vita microbica e poveri di humus.

Le principali differenze che dividono questa porzione di territorio dalla pianura sottostante e ne fanno un ambiente del tutto peculiare e altamente suggestivo sono sostanzialmente due: la posizione morfologica rilevata rispetto alla campagna circostante e la composizione del suolo.
Il primo fattore delinea le caratteristiche morfologiche della zona collinare fontanetese: si evidenziano infatti altopiani, caratterizzati dalla mancanza quasi totale della circolazione idrica superficiale. Il secondo è caratterizzato dal terreno argilloso, fine e costipato e per nulla fertile costituente la collina fontanetese.
Questa particolare situazione si ripercuote negativamente sulla flora spontanea, soprattutto sulle piante, consentendo lo sviluppo prevalentemente a erbe e cespugli, attribuendo spesso agli alberi forme contorte e dimensioni ridotte, mostrando alberi quasi "nanizzati".

Da un punto di vista climatico l'incapacità di trattenere l'acqua negli interstizi del suolo fa della baraggia un ambiente particolarmente arido nei mesi estivi, quando per effetto dell'evaporazione la terra si secca e assume la tipica colorazione arancione - rossiccia.
Da un punto di vista storico inoltre l'uomo nei secoli ha sottoposto questo ambiente ad un trattamento brutale costituito da disboscamenti, pascolo intensivo e ricorrenti incendi.

Questi atteggiamenti hanno da un lato ciclicamente inibito la ricostituzione della flora originaria, dall'altro hanno invece favorito l'affermarsi di una particolare associazione, la brughiera, che ha caratterizzato il paesaggio baraggivo sino ad oggi.
La brughiera prende il nome dal brugo, una pianta erbacea diffusa nei luoghi più asciutti, mentre nei luoghi più umidi abbonda una graminacea, la molinia che ingiallendo in autunno dona quell'aspetto suggestivo di savana africana.

Da un punto di vista prettamente naturalistico le zone di baraggia, essendo per la loro improduttività scampate alla bonifica agraria, assumono oggi un fondamentale ruolo nella conservazione della natura, poiché ospitano molte specie animali rare che nel resto della Pianura Padana trovano ormai poche altre zone di rifugio.
Troviamo specie rare sia tra gli insetti, tra gli anfibi, ma soprattutto tra gli uccelli. Basti pensare che in totale nelle zone di baraggia sono state osservate sinora 170 specie di uccelli.

È proprio per l'alto valore naturalistico di questo biotopo che la Regione Piemonte ha istituito la Riserva naturale orientata delle Baragge (Legge Regionale 14 gennaio 1992, n. 3), che si estende nella porzione novarese su parte del territorio fontanetese e su altri comuni limitrofi.